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Correre, doveva correre,
ancora pochi metri e sarebbe stato in
salvo...
Il tacchettio di quei passi sul duro
pavimento di pietra, alle sue spalle,
non accennava ad attenuarsi...
Aveva svoltato l'angolo, ecco
l'armatura...
Era rotolato di lato, per evitarne la
scure, che inesorabile gli era caduta
addosso, ma non era ancora il momento di
rilassarsi...
Era riscattato in piedi, il pavimento
come previsto
aveva cominciato a
sgretolarsi sotto i suoi piedi
Con un
salto felino si
era aggrappato al cornicione sulla
parete,
neanche Lara Croft avrebbe fatto
di meglio.
Un pò alla volta, aveva raggiunto la
sponda opposta della grossa voragine
formatasi nel pavimento.
Uno sguardo all'orologio,
la lancetta avrebbe presto segnato l'ora
X,
doveva muoversi, i passi erano sempre
più vicini.
Aveva osservato il resto del corridoio,
che lo separava dalla grande porta di
legno massiccio e dalla salvezza,
la
penombra
delle candele lo rendevano lugubre e
tranquillo nello stesso tempo, ma lui
sapeva che il pericolo era ancora in
agguato,
infatti, appena accennato a muoversi, la
serie di dardi era partita dai muri
laterali...
Aveva accellerato, mentre i lunghi
sibili gli sfrecciavano alle spalle,
aveva spalancato il portone e se lo era
richiuso
dietro.
Un
profumo di croissain gli era
immediatamente penetrato nelle narici.
La redazione della Kamelot Production
era già al completo.
Hack, un metro e ottanta di puro
fascino, era al telefono con una delle
sue tante fidanzate,
dubitava fosse
quello che
intendeva il capo, quando lo aveva
nominato responsabile
delle
pubbliche relazioni.
Yuzu, responsabile del settore grafico,
doveva essere alle prese con la solita
disperata ricerca dell'inseparabile
piumettata
stilografica rosa e,
visto l'ammontare
sempre più inquietante di peluches e
cose pucciose sulla sua scrivania, la
cosa le
avrebbe di nuovo portato via mezza
giornata.
Yoshino immergeva allegramente biscotti
nella tazza di latte al cioccolato,
mentre Godai correggeva il suo con un
goccetto di Baileys.
Vampi,
con tanto di fascia 'IMPEGNO' tra le
folte chiome corvine, leggeva pigramente
una rivista di moda, nascosta in un
libro di matematica,
Meiko e Nanami si contendevano la
scrivania accanto al tenebroso
GoldScorpio, mentre Goten, spiattellato
sulla propria scrivania, ronfava della
grossa, sommerso da una pila di fumetti,
infine Ayu, nell'angolo ristoro,
preparava il caffé per tutti.
Diego
aveva rivolto un trucido sguardo alla
placida scena, come diavolo facevano gli
altri ad arrivare sempre così rilassati
in ufficio, con tutte quelle trappole
disseminate nel corridoio?
Lo sguardo assassino si
era spostato sullo schermo al plasma
gigante, che occupava completamente la
parete in fondo,
oltre
la quale sghignazzava, seminascosto da
un enorme cervellone elettronico, Arcuied, l'essere più misterioso del
gruppo. Voci di corridoio mormoravano
non avesse, prima del suo ingresso nel
gruppo,
né un nome, nè un'origine, altri
affermavano non fosse neanche umano. Ora
viveva in una stanza segreta di un
corridoio segreto della KP, da cui
dirigeva la sezione effetti speciali e
nessuno, a parte Hack e il boss, era mai
riuscito ad incontrato.
"Idiota!"..gli aveva
ringhiato contro.
Idiota lui e quella sua balorda idea di
trasformare i corridoi della Kamelot
Production in una specie di arcaid
medievale,
idea che per giunta era piaciuta un
sacco alla regina e che ogni giorno gli
costava la vita oltre che lo
stipendio...
Giusto
era in ritardo.
"Il cartellino, il cartellino!"...aveva
bofonchiato ancora col fiatone, buttando
per l'aria tutte le traduzioni che aveva
sulla scrivania.
"Si può sapere perchè fai tanto baccano
di prima mattina!"...aveva mormorato
Goten, stropicciandosi gli occhi
assonnati.
"Sta arrivando..."...gli aveva
risposto d'un fiato,
mentre cercava di tirar via il
cartellino semi-incastrato nel cassetto
della scrivania.
Non era riuscito a completare la frase,
che la porta si era aperta di colpo con
un cupo frastuono, la luce era andata
via, mentre un lampo aveva
improvvisamente illuminato la stanza...
Lei era comparsa sull'uscio,
la nana,
la tiranna,
il boss..
"Arcu piantala con gli effetti speciali,
sai a quanto ammontava l'ultima la
bolletta?"... aveva mormorato Yoshino,
ficcandosi in bocca un altro biscotto.
"Ecco.."...Diego
aveva provato a giustificarsi, ma Dana
aveva lanciato un'occhiata eloquente al
cartellino non ancora marcato che il
traduttore stringeva tra le mani.
Si era elevata in tutta la sua non
eccezionale statura...
"Ancora in ritardo..."...e si era
lanciata in una delle sue solite
arringhe mattutine, su come bastasse
organizzarsi per arrivare puntuali, sul
quando fosse importante che tutti
facessero la loro parte.
Per essere solo un metro
e cinquanta, se si escludevano i sette
centimetri di tacco che ne annunciavano
sempre l'arrivo,
la nana era davvero
terrificante, quando si arrabbiava.
Nell'ambiente era nota per aver fatto
scappare a gambe levate
molti dei suoi subalterni, per la manie
di grandezza, a
dispetto della statura, per l'innata
capacità di far mille cose
contemporaneamente, neanche riuscisse
magicamente a
moltiplicarsi.
Comunque, anche la tiranna aveva le sue
buone qualità, era intelligente, sagace,
spiritosa, una volta l'aveva anche vista
sorridere, e
poi...
"Mi
stai ascoltando?".. in effetti stava
divagando come al solito, mentre
l'occhio gli era caduto sul fantastico
davanzale del capo.
Gli altri membri dello
staff si erano talmente abituati a
quella scena,
che avevano ognuno continuato a
farsi i fatti propri,
addirittura Goten si era riaddormentato.
"Dana vuoi un cornetto?"...santa Ayu!...
La nana era improvvisamente tornata alle
sue dimensioni originali, mentre si
affrettava ad annuire con un sorrisone
stampato sulla faccia paffuta.
Diego avrebbe voluto approfittare del
momento per darsela a gambe,
ma Dana lo aveva fulminato con lo
sguardo...
"Dana vuoi anche il caffè? L'ho appena
fatto!"...
Santa, santa Ayu! Anche su di lei
giravano molte voci, si diceva fosse
alla KP dalla sua fondazione e che Dana
la consultasse per le decisioni
importanti,
che fosse l'unica che riusciva a
placare gli istinti omicidi-suicidi del
capo e,
questo le era valso l'appellativo di
'regina nell'ombra'.
Inoltre, cosa più
importante, dopo tanti mesi passati
accanto a quella piccola tiranna, aveva imparato che due erano le
cose a cui Dana non poteva resistere, i
dolci e il caffè,
infatti la nanerottola
era letteralmente svolazzata verso la
tazza fumante che le veniva porta.

Diego aveva sospirato, mancando il
cartellino, 8.30,
iniziava un'altra dura
giornata alla Kamelot Production.

Chiedo venia
per la lunghezza di questo post, c
he
vuole essere un omaggio a quanti
partecipano a questo piccolo sogno.
Ad un anno dalla fondazione, con mille
disavventure e grandi soddisfazioni alle
spalle, siamo ancora qui per divertirvi!
Un sincero ringraziamento a tutti quelli che
ci hanno dato amicizia e supporto,
forse
senza di loro avremo già chiuso da un pò.
Ringraziamo Ettore per averci
ospitati nel suo spazio per quasi tutto quest'anno e per averci mille volte
aiutati con i vari problemi tecnici.
Ringraziamo quanti ci hanno seguito, ci
seguono e ci seguiranno in futuro!
Grazie di cuore, il sogno continua!!

"Dana..."...
"Uh?"...
"Non credi che prima o poi dovremo dirlo
a Diego?"...
"Uh?"...
"Si, del pulsante per disattivare le
trappole che sta all'inizio del
corridoio."...
"..."...
"Allora?"...
"Naaaaa..."...
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